Visualizzazione post con etichetta Frogwomen. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Frogwomen. Mostra tutti i post

giovedì 29 novembre 2012

Frogwomen: Distorsioni

Sembra essere ormai pienamente accertato che non si tratta di un rospo femmina. La specie è quasi certamente maschile. Le sue caratteristiche principali sono la propensione al pop garage, l’aspersione a tradimento di feedback a bassissima fedeltà ed altissimo voltaggio, la  sperimentazione visionaria che lo porta a cimentarsi pericolosamente e avventatamente con un’innumerevole quantità di strumenti. Il punto forte è il cantato: da fare rabbrividire Iggy Pop e Rob Tyner! Anche lui/lei è stato colto in flagrante in svariati accoppiamenti promiscui, con De Large e con Superfreak c’è l’autodenuncia - mea culpa di “Fallen in love” (2004) e la reiterazione di reato in “volume 4” (2007) e “Allegretto” (2009). “Volume 4” è un disgustoso lavoro monotraccia pieno di riff e boogie tra il voodoobilly e il surf, il doom e l’hard, un po’ Cramps e un po’ Black Sabbath che si prendono a colpi di amplificatori.

Un album che non ha mastering o, se credete meglio, con un mastering talmente puntiglioso da essere concentrato in un'unica traccia della durata di 49 minuti! Un suono grezzo in libero deragliamento. A parte questa necessaria premessa il disco è fantastico. Una suite apneica di improvvisazione e sonorità abrasive allo sbaraglio. Nulla di più fresco e coinvolgente. Un circo di attrazioni folle e devastante, istrionico e demenziale, eterogeneo e stravagante ma mai, mai banale. Niente gira come dovrebbe, tutto è sgangherato e sa di posticcio ma fila funambolicamente tracciando macchiette dadaiste fatte di sgommate e derapate, attorcigliamenti e contorsioni frenetiche: hardcore funky, free folk, scorie pesanti di low fi. Jon Spencer e i Gang of Four drogati di patafisica e visionarietà naif.
frogwomen lepers
Tutto e il contrario di tutto miscelato a meraviglia. Non riesco a figurarmi una lezione di rock più efficace di questa. Si sconsiglia altamente l’ascolto dell’album subito dopo i pasti mentre se ne raccomanda l’uso come rimedio efficacissimo per il trattamento dei sintomi da irritabilità del colon. In “Allegretto” la farneticazione raggiunge la fase culminante. La saga di Ozzy Osbourne rapito da una tribù di tagliatori di teste con finale a tarallucci e vino, danza orgiastica e visita gratuita alla foresta pluviale. Due i lavori solisti: il sanguinario (in ogni senso) omonimo del 2005, in cui la vena vagamente folk è letteralmente ammantata da lacerazioni lo fi e cumuli di spazzatura varia. E pensare che in alcuni pezzi come Almost gone, quasi riesce a farci credere di essere un virtuoso della chitarra! "For Away" (2007) pasticcia, se possibile, ancor di più con generi e rumori anomali. In tutte le minimali dieci tracce si mantiene però una vena pop esotica e spensierata che ci riporta indietro nel tempo, ai nostri nonni che facevano la corte alle nostre nonne improvvisando madrigali sotto i pagliai prima di ricorrere alla fuitina.

- Romina Baldoni

link

sabato 16 maggio 2009

Frogwomen & alexander de large - 66,6: Komakino

There's really not anything satanist here, i mean, - nothing more satanist than the metal band like coverart, or than a hidden message in a Lucy in the Sky with Diamonds, - like Frogwomen and Alexander De Large, - from southern italy, improvise at a certain point of these 66 minutes and 6 seconds song/album.

For sure, i was there to sell my soul to Satan when i realized i was going to review a such so long jam, with no pause between each movement. But i did it, because.. Satan told me. Just kidding, - there are several parenthesis in these recording deserving exposure.

It's about two versatile musicians, overskilled on several instruments and music genres, - swimming together in a pool of new-wave, free-jazz, blues, progressive, can can, piano solos, heavy psychedelic rock.

It's like drinking a Moretti beer 66cl (66cl, - did you get that?), calling a friend, talking about Frank Zappa and play music all night long together, - then, the following day You discover the mic was on and recording. It's free-form, free-performance, - not memorable, but big at the same time. Sometimes irreverent, sometimes melancholic, - whorty a listen.

+++++++++++++++++++++

Non c'è veramente nulla di satanista qui, o meglio, - niente di più satanico della copertina stile metal band, o dei messaggi nascosti in una Lucy in the Sky with Diamonds, - come Frogwomen & Alexander De Large, da Bari e Taranto Catanzaro, improvvisano a cantare ad un certo punto di questi 66 minuti e 6 secondi che fanno un'unica canzone/album. Per certo, ero lì lì per venderla io l'anima a Satana quando ho scoperto che avrei dovuto recensire una infinta jam session senza pause tra un movimento e l'altro. Ma l'ho fatto comunque, perchè.. me l'ha detto Satana.. No, sciocchezze a parte, ci sono diverse parentesi in queste registrazioni che meritano eco.

E' una cosa tra due musicisti davvero versatili, polistrumentisti e poli-musicali, - a nuotare insieme in una piscina di new-wave, free-jazz, blues, progressive, can can, piano solos, heavy psychedelic rock.

E' come bersi una Moretti da 66cl (66cl, - sono subliminale, vero?), chiamare un amico, ed invitarlo per parlare di Frank Zappa e finirci a suonare tutta la notte, per poi scoprire il giorno dopo di aver lasciato acceso un paio di microfoni e si era registrato tutto. Una performance dalla forma libera, gratuita, - non memorabile magari, ma di sicuro con qualcosa di grande allo stesso tempo. A volte irriverenti, a volte malconci/malinconici, - meritano un ascolto.

- pall youhideme

giovedì 14 maggio 2009

Frogwomen & alexander de large - 66,6: Sentireascoltare

Sessantasei minuti e sei secondi di flusso di coscienza o free jam tra due mammasantissima di casa Lepers, uno starsi e darsi addosso a base di vaudeville e strali jazz, blues e svalvolate hard-noise, country-dark e psych fricchettona, reminiscenze Beatles (Oh, Darling) masticate a crudo col pane frugale lo-fi, galleggiando in un liquido amniotico di romanticherie intossicate e sognanti come un Bowie avariato Smog, blaterando Gino Paoli per poi abbandonandosi a un lentivo soul-rock con la minaccia dietro l'angolo, cavalcando l'estro selvaggio del garage e pizzicandosi il culo di taranta a vicenda, fino a deragliare Blue Cheer e prostrarsi in un delirio acido da Crazy Horse all'ultimo stadio. Eccetera.
Una traccia che traccia un solco terapeutico, demoniaco, liberatorio, beffardo, stranamente gradevole. Come un gas esilarante a basso voltaggio cui finisci per assuefarti. Come una lunga, amichevole frustata. In download gratuito.
(6.9/10

-Stefano Solventi

link

mercoledì 15 aprile 2009

Frogwomen & alexander de large - 66,6: State in Vena

Questo album interamente in inglese è l’ultima uscita della Lepers Production.
Un uso sperimentale di pianoforte e chitarre ci porta in un mondo onirico dove viene sferrata la protesta guidata da una voce che richiama l’attenzione: il sound è plasmato dalla chitarra acustica che sfiora il grunge graffiante per poi chiudersi in un’atmosfera jazz dove regna il piano accompagnato dai sax in una sorta di stangata reinterpretata in un alternarsi tra bassi ed alti..si continua con un blues tendente allo slow country stile Johnny Cash con due calde voci soliste maschile e femminile che si incrociano perfettamente..nel finale mi viene in mente un richiamo ai Quintorigo, mentre questo fiume sonoro sfocia in una voce corale e un sound elettronici sovrastati da un solista rappeggiante. Si prosegue con un brano dall’atmosfera dark che però subito svela la base blues…dalla musica leggera tendente al pop ad una libertà di espressione senza schemi che sfiora l’alternative,il rap, il noise e perfino le voci a cappella…ma come al solito le parole possono solo descrivere la punta dell’iceberg: buon ascolto a chi ama un mix sperimentale dei generi musicali e w la creatività attiva!!!


- Claudio Settembrino

mercoledì 4 aprile 2007

lprs 15 - Frogwomen - Far away


Frogwomen è ormai arrivato al suo terzo lavoro, lo davamo tutti per spacciato, ma continua a sorprenderci. Un album di canzoni d'amore zuccherose, arrangiamenti pop-hawaiani che rendono dolci anche le svolte più apocalittiche di questo lavoro.

23 minuti dell'amore che il vostro patner non riesce a darvi


Frogwomen at his third solo work. Everyone thought he was done for, but he's here to astonish us again. An album full of corny love songs, hawaiian-pop arrangements that turn to sweetness even the more apocalyptic tracks.

23 minutes of the love your partner isn’t able to give.


mercoledì 2 febbraio 2005

lprs 05 - Frogwomen - Frogwomen


Lontano miglia dal suo primo Album "In the Land of ShitNoise", Frog ci ha sorpreso. Abbandonata l'elettronica che lo aveva caratterizzato nelle sue prove soliste questo lavoro ci fa scoprire un nuovo Frogwomen: un vero cantautore confidenziale. La sua nuova e particolare attenzione alle linee vocali non gli fa scordare la sua vena più rock. Riesce a creare così un pop-rock davvero suggestivo condito da un'attitudine al fai da te.

37 minuti ca.


Miles away from his first album "In the Land of ShitNoise", Frog has surprised us all. This work shows a new Frogwomen, a really intimate songwriter. His care in the vocal duties doesn't make him forget he's still a rocker and he's able to create a really sophisticated pop-rock with a d.i.y. attitude.

37 minutes ca.