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venerdì 25 ottobre 2013

Bread Pitt - tapes & files: Kathodik

Si apron finestre chiuse da tempo e si mette ordine nei cassetti.
“Tapes e Files”, segna il ritorno (?), dei pugliesi Bread Pitt, dopo un silenzio lungo qualche anno.
E lo scongelamento di questi materiali (accumulati in un arco temporale che va dal 2001 al 2009), dimostra che nel capiente stomaco di Bread Pitt, si dibatteva più di un gruppo.
Uno, giocattoloso e petulante, a molestarci come un fumetto a tinte forti, in sottofondo a stirare i nervi, Residents e qualcosa del Great Complotto.
Un altro, dedito a celebrar krautate casalinghe, minimali, abuliche e sfiancanti.
Poi, c'è quello che rimbalza fra post e noise, sino alla simil no wave della conclusiva La Religione è Una Panciera.
S'accende su tutto, la luce meravigliosa e distorta di Stereo Steroids, travolgente cavalcata astrale, fra echi garage ed elettriche fissità circolari Stereolab.
E come per il maiale, non si butta niente.
Ti mangi tutto, ma proprio tutto.
E non aspetti altro, che ricominciare.

-Marco Carasi
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mercoledì 23 ottobre 2013

Bread Pitt Tapes & files: Ouspensky fallexo

From Bari in Italy (Another!!!)
Come "Bread Pitt" On the excellent Leper label,
Their latest release, April just past, is titled "Tapes and Files" With two releases already under their belt, they play a mix of styles, post punk being quite prominent, They are also capable of making pretty good psychedelic/kraut groovers, as you can hear if you start with, Bread Pitt_-_Bandcamp_"Stereo Steroids"

Look out for the other two albums, all FREE to download, "Non fate allarme"and, "The Self Titled"

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martedì 22 ottobre 2013

Bread Pitt for a Bread & Paper Video


 

Come si fa il pane? Cartaelatte events & food design ce lo spiega con un rassicurante video in stop motion accompagnato dalla musica dei lebbrosi cultori del pane: Bread Pitt.

How Bread Making works? Enjoy this comforting video by Cartaelatte with some music by leper artists and bread lovers: Bread Pitt  

mercoledì 17 aprile 2013

Lepers in Radio: Bread Pitt su Radio Regio, Superfreak su Radio Nk

È il periodo della radio per i nostri lebbrosi che giovedì 18 Aprile farano sentire forte la loro presenza nel nostro elettrodomestico preferito:

Il redivivo Bread Pitt sarà ospite di MONOGRAFIE dalle 20 alle 21 su Radio Regio 104.3 per i murgiani, per tutti gli altri livestream su www.radioregio.com

si parlerà di ipsofonia, rock grano duro e crisi del made in Italy

 
Dopo le 21 invece su Radio Nk un brano di Superfreak parteciperà all'unico concorso radiofonico degno di nota ovvero :"Siamo intenti ad esternare" di Radio Nk dove insieme a tanti altri freaks verrà valutato da una giuria corrotta. Voi amanti dell'internet potrete ascoltare tutto il programma qui

mercoledì 10 aprile 2013

Bread Pitt - tapes & Files: Recent music heroes

9.3 /Acid rock, Improvised music, New Weird Italy, Avant-garde, Experimentalism, Blues, Lo-fi, Art punk, Space rock, Psych-folk, DIY, Free jazz/

Comment: firstly, this issue is obviously not thought for Brad Pitt, Angelina Jolie and other celebrities who used to poison the masses through awkward Hollywood motion pictures and scum news produced by pulp magazines and webzines. This set is obviously designed for people prone to think with their own brain and perceive with their own heart. However, the project seems to come out from Italy. The first impression is that the issue could be considered an example of psychedelic indie punk, yet, by having had more listening times the issue winds up step by step fulfilled with weird dodges into dada music, off-kilter electronic snippets, sooty folk appearances, demented blues progressions, improvised music and free jazz mixed results. Moreover, it involves enough provoking sequencing in rhythms and motives and thereby in moods either. Bread Pitt exploits likely low-end synths (Casio SA-1 or similar analogues to it). However, the second part of this 15 piece set centers on more sci-fi, ultramodern rock music, more concretely, experimenting with space rock templates and cockeyed acid rock developments. The outlet is to be remarkably out of pop therefore maintaining its dignity and stubborness.


-Borealiscape 

venerdì 22 marzo 2013

Bread Pitt - Tapes & files: Distorsioni

breadpitt 
Ma qui diventa necessario essere seri e compunti. Diventa necessario dire signori avevo scherzato e me ne dolgo. Bread Pitt non è quell’insolente bontempone che strimpella cacofonie lo-fi per dare sfogo alla sua frustrazione o per giocare a fare il fighetto finto alternativo. Qui ci stiamo trovando di fronte ad un album di musica sperimentale e di concretismi assai più criptici e visionari di tutto ciò che mai Residents, Contortions o mr. Cage in persona abbiano mai potuto concepire. Nel senso che qui viene operato un perfetto connubio tra ‘musica aleatorica’ e ‘indeterminezza musicale’. In chiave scanzonata - seriosa si dà sfoggio ad un college di 16 variegatissimi brani un po’ tapes e un po’ files, che ripercorrono con grinta, spassosità, estro e scorrevolezza, mezzo secolo di contaminazioni tra avanguardia sporcata di punk rock, melodia inficiata da atonalità, teatralità fracassona e bambinesca e ricerca sottile di armonia astratta. Tapes 1 e Tapes 2 sono una vera e propria ouverture di paesaggi sonori che tentano la dissociazione dalla fonte sonora stessa: registrazioni, voci, rumorismi vari e contorsioni strumentali indistinte di campanelli metallurgici, percussioni, corde glissate e sax.

 Il Tapes 3 sembra quasi un tunnel del silenzio perturbato o il trait d’union con i Tapes 4 e 5 che scivolano dalla fusion free form al galleggiamento apneico e sensoriale. Tapes 6 è una galoppata motorik che ricorda tanto i Can e i Neu! E in cui gli strumenti ritornano alla loro identità e al loro perfetto intreccio. L’arte naif scava una sua nicchia di primitivismo minimalista e abulico con il Tapes 8 che conclude la prima parte concettuale del lavoro. Una messa in atto ragionatissima di un soundpainting dadaista e istintivo da cui scaturisce armonia e illogicità, in cui convivono creatività, follia, estemporaneità. Il viaggio rocambolesco continua nelle due pieces di Umanizzazione, in cui il rumore diventa corale, il deragliamento orchestrale, mesmerico, prepotente. Sospensioni tra la delirante sperimentazione in sovratoni di Rhys Chatham e le atonalità bizzarre di Arto Lindsay. Si prosegue con La resa dell’Integralista e francamente si entra nella più pura perdizione e delizia. Svaniscono linee di orizzonte, piani di orientamento. Il caos puro e fluido della creazione fantasiosa. Pochi minuti in cui convivono campionamenti, riff distorti, crescendo nevrotici, ritmiche tribali.

La parte in cui il disco assume una sua specifica identità di completo sdoganamento da generi e mode è esattamente il momento in cui vi si trova la confluenza di intere decadi di contaminazioni, tra ascese, eclissi e abissali contraddizioni. Si macina il post rock, la no wave, il delirio noise. Su tutti il bellissimo viaggio lisergico di Stereo Steroids che ci catapulta al dirompente sfoggio di ritmi strumentali di Bastro e Tortoise e il finale a sorpresa che invece si riappropria con dignità di certe nostre origini ‘nobili’ di sperimentazione illuminata post punk venata di sarcasmo e dissacrazione. La religione è una panciera è l’apoteosi della non omologazione che concentra in sé il fermento avanguardistico del Movimento ’77 e della Traumfabrik bolognese di Gaznevada e The Stupid Set. Cosa dire? Se le contaminazioni che gli untori della Lepers & Co. vogliono spargere nella satura aura italica in questi tempi tristi e piatti sono queste siamo tutti felici di ammorbarci così.

- Romina Baldoni 

martedì 12 febbraio 2013

Bread Pitt - tapes & files: Bjorko dio

Ok, oggi la lepers mi ha inviato una bella mail con dentro le loro più recenti uscite, allora io mi sono eccitato, sono andato a spremere una mela e a berne il succo, mi sono fatto una ciotolina di cereali quelli tipo riso al cioccolato ma senza latte, e ho cominciato a sfogliare gli album. Al primo mi sono incagliato. E lo sto ascoltando incessantemente dalle 14.00. E, ovviamente, continuo a non capire. 

Tapes & files è un parto di quaranta minuti di musica seriale/sperimentale che si suddivide in due compartimenti (i Tapes, ed i Files, immagino), e che è tutto diverso. Provate ad ascoltare la prima e l'ultima traccia di seguito e capirete di cosa parlo. Tapes 01 è un blues con l'incedere incespicante di un pezzo di Tom Waits, ma strumentale e con le campanelline. Tutti i Tapes sono brani che farebbero un'ottima figura in una raccolta dei Residents, e ogni pezzo acquista una tinta inquietante e disturbata senza bisogno di mascheroni a forma di occhio e cappelli a cilindro, ma accostando qualche improvvisato riff math (Tapes 06) a composizioni confusionarie, nichiliste, perturbanti a richiamare un po' il kraut dei Faust (Tapes 02, Tapes 04) e un po' quello dei Neu! (Tapes 08).

Dopo questa introduzione di sperimentalismo atonale/strumentale, le due Umanizzazione ci danno il benvenuto nella seconda parte dell'album, molto più organico, molto più suonato, molto più rock, ma che non smette mai di essere folle e illeggibile che proprio il porchiddio che mi sale quando non riesco a spiegare che tipo di roba sto ascoltando. Organicità che si conferma nel quasi-hardcore delle La resa dell'integralista e nell'hardcore vero e proprio di La religione è una panciera, che mi ricorda in maniera impressionante il s/t dei wolfango. 

 Ad ogni modo alla fine dell'ascolto di Tapes & Files non avrete idea di cosa pensare di quello che avete ascoltato, e lo riascolterete. Di nuovo. Un'altra volta. Ancora. E verso il sesto ascolto vi scoccerete e tornerete ad ascoltare la musica di merda che ascoltate sempre

-Mcguffin

lunedì 11 febbraio 2013

Bread Pitt- Tapes & Files: The Breakfast Jumpers

Gioia e guadio sono stati scongelati i Bread Pitt! Come il pane che ti dimentichi in freezer ma che è sempre buono, Tapes & Files segna il ritorno degli uomini di Altamura al loro prediletto noise-jazz futuristico e improvvisato, ricco di campionamenti di porno japponesi. Il geniale ritorno del gruppo pugliese è ovviamente sotto lo stendardo lebbroso nonchè ri-prodotto fisicamente in musicassetta da Hysm?. Lunga e putrefatta vita alla Lepers Produtcions che non sbaglia un colpo!


-Divudì
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martedì 5 febbraio 2013

Quartetto Capodoglio e Solquest : Fritto/Misto


Quartetto Capodoglio - The shape of sperm to come
Mentre finti lebbrosari vengono chiusi, gli unici e veri lebbrosi pugliesi continuano – senza alcuna sovvenzione statale, nonostante i loro indubbi disagi mentali ed emotivi [leggi: cecità delle tanto decantante istituzioni della Regione Puglia a premiare le "eccellenze" musicali pugliesi] continuano a sfornare roba, rigorosamente auto-prodotta e donata – con un atto di incommensurabile amore – in free download sul portare della net-label più sgangherata e freak d’Italia.
Stavolta, tocca a due ritorni storici: Solquest con In Spite of Black Clouds (lprs 56) e gli altamurani Quartetto Capodoglio (ex Bread Pitt) con l’ammiccante The Shape of Sperm to Come (lprs 55), con un’interessante pendant di archivi a nome Bread Pitt, ormai o per fortuna in coma farmacologico.
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I due lunghi landscape che compongono In Spite of Black Clouds sono enormi nenie che avvolgono l’ascoltatore con un fare minaccioso e perturbante. Il Side B con una chitarra che si crede una viola raschia e rantola gonfiandosi come un tempesta all’orizzonte. Una psichedelia minacciosa e lontana dalle solite indolenze ambientali. 

Riguardo il Quartetto, la label scrive:« è un progetto di ricerca orientato alla comunicazione elettro acustica con gli abissi. La collaborazione con i più importanti istituti di ricerca bio-acustica garantisce l’altissima qualità del loro noise antropogenetico destinato all’ecolocalizzazione del più cattivo degli animali ». Le sei incursioni abissali racchiuse in The Shape oscillano tra il descrittivo-simbolico e il disperato tentativo di cercare un linguaggio misto comprensibile da scienziati persi tra grovigli di cavi e oscillatori e sfuggenti creature marine.

-T/T

giovedì 29 novembre 2012

Compilation Lepers: Distorsioni


cowboys lepersSpazio a parte va assolutamente dedicato alle tre compilation che raccolgono contributi di artisti da sempre fedeli all'etichetta e guest star ammiratrici della stessa. Nel 2007 "Cowboys from heaven", ventuno tracce all'insegna di una festosa sarabanda giocata su stili polimorfi in cui convergono le peculiarità assortite della label e dei suoi esponenti. Clima natalizio da sballo e sbracamento più che da serena e religiosa armonia tra ballate country tex mex, marcette doo wop, sospensioni voodobilly (Bread Pitt, Pisico Natale), macchiette citazioniste che tirano in ballo Residents e Devo, neo futuristiche come la Lokanjsvkna di Offman, che ci riporta al caos industriale dei Chrome o Kinky pinky di Ada-Nuki. Regalate il CD per augurare un bianco Natale agli amici e un Natale bianco ai nemici, sarà un successo. Nel 2008 è la volta della compilation slim -si fa per dire- "Earlier", che vede la partecipazione straordinaria di Walking the Cow e Abztraqt sir Q. Molto suggestiva la psichedelia pastorale del brano Jeff Gburek.

leperscompilation50Infine, nel 2011, un degno festeggiamento in onore della cinquantesima uscita: "50 lepers". Una sfilza di nomi autorevoli, alcuni dei quali vecchie conoscenze già incontrati nel percorso esplorativo delle etichette indipendenti. Above the Tree, Bogong in Action, Duodenum, Klippa Kloppa, Rella the Woodcutter per ricordarne alcuni. Ed ancora Luther Blissett che rifanno un pezzo stratosferico dei Bokassà: KKK. Insomma tutto questo fluttua liberamente nella rete e ancora c'è gente che va in negozio ad acquistare a ventiquattro euro il cd di Ramazzotti e Ligabue? Muovete le vostre flaccide pance sedentarie ed usate quel ditino consunto per fare una cosa intelligente che non sia l'ultimo gioco da playstation o il post su facebook della vostra squadra che tanto perde sempre. Date un senso a questa tecnologia impersonale e omologante. Usatela per cercare. Per cercare cose veramente nuove e diverse. Masterizzate un po' di CD ed iniziate a ballare. Offre la Lepers! Che l'appestamento abbia inizio.

-Romina Baldoni

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Bread Pitt: Distorsioni

breadpittHanno tentato un avvelenamento di massa rilasciando consecutivamente tre appestatissimi lavori: "Ipseon" 2007, "La scienza va premiata" 2005 e l'omonimo "Bread Pitt" 2003. Sono tornati a delinquere silenziosamente con "Non fate allarme" 2008, dopo aver agito in complicità con Altierjinga Lepers e Chewing Tobacco nello stesso anno "Summer is Boring". Grintosi, dinamici, potenti. Scaltri e senza vergogna, capaci di ricorrere con abilità a travestimenti e giochi di ruolo per ingannare gli ascoltatori e lanciare le ampolle infettate. Sempre a loro agio e disinvolti nei crazy fanky, nel garage e nella fusion più contorta. Non fatevi mai ingannare dalle vecchiette che vi chiedono aiuto per attraversare la strada o dai supereroi che vogliono offrire uno scatto ad effetto ai vostri figli per fare invidia ai compagni di scuola! Colpite e scappate o verrete raggirati e irrimediabilmente coinvolti senza nemmeno accorgervene.

-Romina Baldoni

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lunedì 28 settembre 2009

Bread Pitt: Pool Magazine

Ironici e destabilizzanti fin dal nome che si sono scelti, i Bread Pitt rappresentano una delle più interessanti proposte indie arrivate in Puglia negli ultimi anni. Merito di un approccio (miracolo!) originale e di una libertà espressiva da far invidia a Need New Body, band alla quale sembra legati da un filo rosso grazie ai continui cambi di stili e riferimenti di cui è farcita la loro glassa
sonora. Il rock anglofono, la storia del punk italiano, le colonne sonore dei maestri pulp, tutto
converge nella musica dei Bread Pitt includendo la sperimentazione dei mitici Bz Bz Ueu. Da tenere sott’occhio per possibili successi oltreoceano...
Dalla loro biografia:
i Bread Pitt, nati nel 2001 a La Ciutad del Pan, sono accasati presso la benemerita net-label barese Lepers.it e hanno o all'attivo una manciata di CD-R scaricabili liberamente dal sito dell’etichetta. Ultima fatica è “Non fate allarme”, il disco della maturità, o meglio della marcitura, contenente le anti-hit “La verde Groenlandia”, dal tema meteo-ecologico, “Do You”, dedicata alle complicazioni da youtube, “La prova costume”, per i fanatici del body-sculpture, “Pasticazzo”, un  balletto residentsiano cantato in anglo-altamurano, e la esilarante porno-freakkeria di “Fatto di gommal”. Ma è dal vivo che sprigionano tutta la loro squilibrata verve: un base ritmica ossessiva, melodie ipnotiche e surreali, un cantato para-core, espressioni grottesche, testi da teatro  dell’assurdo. Di certo uno dei nomi più ricercati sui motori di ricerca, ben 43.700.000 pagine si occupano di loro (o di “forse cercavi: Brad Pitt”?).

domenica 19 luglio 2009

Bread Pitt - Non fate allarme: The Breakfast jumper

All'urlo di "...è fatto di gomma il mio cazzo di scorta" i Bread pitt regalano forti emozioni con un disco di tutti i genere; dal jazz al pop delirante.

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lunedì 26 gennaio 2009

Lepers Produtcions: Il Tirreno

All'ultimo Tagofest, il festival estivo di musica indipendente italiano che si tiene ogni anno a Marina di Massa, al banchetto della Lepers Produtcions potevi acquistare con un paio di euro un pupazzetto fatto a mano utilissimo per riti woodoo. Poi, come regalo, ricevevi un paio di cd masterizzati (male) e impacchettati con carta riciclata su cui veniva scritto qualcosa come: “questa musica fa schifo”. Un'ironia dissacrante e contagiosa t'investiva, tanto da volerne ascoltare di più. Non la solita net-label, dunque – argomento sul quale è nota la polemica se le nostre brevi giornate abbiano davvero bisogno di tutta questa musica – giacché di Lepers, a occhio e croce, se non ci fosse, se ne sentirebbe la mancanza. Un catalogo ricco e variegato, sgangherato e umorale quanto basta. “Musica infetta”, dicono loro (giacché “lepers” sta per “lebbrosi”), altamente contagiosa: tutto si scarica gratis dal sito www.lepers.it senza troppa fatica, potendo scegliere tra il post-punk affilato, divertente e divertito dei Bread Pitt e il loro ultimo album “Non fate allarme” o le esilaranti pseudo-canzoni de I Selvaggi del Borneo, oppure ancora i bozzetti lo-fi di Superfreak. Come diceva un'efficace pubblicità di qualche tempo fa: provare per credere.


- Guido Siliotto

martedì 6 gennaio 2009

Bread Pitt - Non fate allarme: Ondalternativa

Progetto nato a Bari nel 2001 grazie alla voglia di fare musica non convenzionale sperimentando e divertendosi.

Il disco parte in maniera convincente con “La verde Groenlandia” brano punk a metà strada fra i primissimi “tre allegri ragazi morti” e i “CCCP” nulla di particolarmente geniale ma sicuramente di un certo spessore artistico, il  livello si mantiene sufficientemente alto con la frenetica “Caduta tendenziale del saggio di profitto”, molto piacevole il cantato che riporta alla mente “il giorno del mio compleanno” dei Marta sui tubi.“You doo?” segna l’inizio di alcuni brani più  sperimentali ed originali ma allo stesso tempo meno ispirati e con arrangiamenti decisamente più forzati: melodie un po’ piatte come “La prova costume” o il country un po’ acido di  “Texans from Bari”, ritornelli (se si possono chiamare tali) eccessivamente slegati dal resto del brano come in “Pasticcazzo” o “Fatto di gomma”.
Meritevoli di nota “Do you like synth?” e “Dove stiamo andando?” due brani più elettronici ma anche con atmosfere più curate e che senz’ altro hanno il merito di dare un po’ più di eclettismo e versatilità al disco. Il brano di chiusura “Deneb algiedi”, altra traccia dove i suoni elettronici la fanno da padrone, è un po’ privo di personalità e non molto coinvolgente (nche la posizione all’ iterno della tracklist non aiuta molto l’ appetibilità del brano).

In conlusione il progetto è interessante ma allo stesso tempo molto discontinuo ed, eccezzion fatta per “la verde Groenlandia”, all’interno del disco mancano un po’ di brani che fungono da “episodio trainante”.Da tenere comunque un po’ d’occhio.

- Francesco Mancini

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venerdì 5 ottobre 2007

Bread Pitt - Ipseon: DeBaser

Che essere terrone faccia fiko oramai lo si sa, ma è sempre sorprendente scoprire valido l'assioma secondo cui non c'é nulla di più cool di chi è (o si comporta da) uncool.
Sto parlando dei Bread Pitt tanto terroni quanto uncool da essere una delle cose più fottutamente interessanti del sottobosco pugliese.
Nati e cresciuti dall'humus frastagliato della collina murgiana i tre originari di AltamuraCittàDelPane (beh... a ognuno il suo... c'è chi si sciroppa Padre Pio...) si formano nel 2001 ed iniziano un percorso musicale tipo (concerti, registrazioni nella saletta, etc...) che li porta a sfornare nel 2007 dopo altri lavori autoprodotti questo ipseon.
Già la copertina dall'iconografia Cosmico-pekoreccia e munita di istruzioni per l'ascolto futuriste, fa la sua figura.
Ma veniamo al prezzo:
I Bread Pitt sono punk (perlomeno nell'attitudine) e l'etichetta che si sono appiccicati addosso con la resina (Suono Incapace, ndr) sembra confermare...
I Bread Pitt a volte confezionano inni potenzialmente rivoluzionari e di gran presa sulle masse (che si vogliano buttare in politica?).
Chiaro che è facile gridare al genio leggendo i versi "Mi legherò ai cancelli di Natuzzi, porterò mia figlia e le farò mangiare ciò che resta dei divani..." ma il cd ci riserva pezzi strumentali di prim'ordine, tutt'altro che farina per allocchi.
I Bread Pitt hanno deciso che gli piace il Kraut rock e innestato una serie di variazioni ritmiche che rendono assai piacevole la loro musica che non diventa mai progressive nel senso cagoso del termine.
I Bread Pitt stanno scoprendo l'elettronica, quando la usano in modo primordiale vengon fuori delle cose valide, quando partono con un (uno di numero) divertissement a base di ritmo preconfezionato della tastiera giocattolo di turno, qui sgarrano.
Neanche il nonsense può essere invocato come attenuante e poi c'è già l'indie/lo-fi/micro_elettronica che ci ha già abbondantemente scassato con 'ste porcate.
I Bread Pitt suonano da dio almeno quanto il loro cd.
Non comprateli.



-Qzerty 

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lunedì 1 ottobre 2007

Bread Pitt - Ipseon: Sentireascoltare

Ad Altamura fanno il pane buono ma ai Bread Pitt interessa più che altro l’impeto algebrico e sfarfallante della new new wave, soprattutto quando tenta di mediare percorsi arty e fisicità elettrizzante. L’asprezza arguta dei Wire fa il girotondo con la matematica spigolosità dei Polvo, certi sdrucciolevoli deliri noise-psych fanno il solletico alle geografie post irrorate di bucolici angosciosi diversivi. I testi in italiano sono folate che si stemperano nell’eco sonica, tra i siparietti devoluti e le angosce bische-disco dove giochicchiano gli spasmi incandescenti col passo marziale che neanche dei CCCP pasturati a Sonic Youth e Minutemen, cosa dire poi del lungo delirio ultrasonicominimale a fine scaletta? Mah. Son già tre album per la Lepers. O qualcuno li ferma, o non si fermano più.
(7.2/10

- Stefano Solventi

venerdì 8 giugno 2007

lprs 21 - Bread Pitt - Ipseon


"L'egon è un ipseon che può simbolicamente comunicare con gli umani in prima persona."
-Dr. Donald E. Watson

“L'ipseon denota la mappa non-materiale, tetradimensionale di una gestalt determinata. E' l'unico sè di un'entità olistica - un campo di enformazione nello spazio-tempo, sostenuto da enformia. Gli ipseon quindi comprendono i ricordi, i quali sono individuabili, non solo nei sistemi viventi, ma anche in altri sistemi complessi come ad esempio l'acqua.”
-Pasquale Natuzzi

23 minuti di psicoterapia della gestalt

“An egon denotes an ipseon that can symbolically communicate with humans in the first person.”
-Dr. Donald Watson

“An ipseon denotes the nonmaterial, four-dimensional map of a specific enformed gestalt. It is the unique self of a holistic entity - an enformy-sustained, coherent enformation field in spacetime. Ipseons therefore comprise memories, which are detectable, not only in living systems, but in other complex systems like, for example, water.
-Pasquale Natuzzi

23 minutes of gestal psychoterapy


giovedì 7 giugno 2007

lprs 20 - Bread Pitt - La scienza va premiata


Un concept album che ci interroga sul ruolo della scienza oggi in relazione alla religione, alla moda, alle relazioni sociali...

Molte domande non avranno risposte.
Molte risposte non avranno domande.

32 minuti di quello che da piccolo avrei voluto ascoltare in discoteca


A concept Abum about Science and his relation with religion, fashion, social life...

Many questions will not be answered.
Many answers will not be questioned.

32 minute of what I'd have liked to listen in a disco when i was a kid.