giovedì 11 novembre 2010

Cristio - Adult Taste: Black Milk

Cristio – Adult Taste (Lepers, 2010)
 
I Cristio sono bravi, davvero bravi. Fanno un genere che, lo dico per gli amanti delle etichette, loro – o qualcuno della Lepers Productions – definisce post cow punk. Non avete capito che musica fanno, eh? Ho cercato su Wikipedia i riferimenti e la definizione fornita è “un sottogenere del punk rock che origina negli anni Ottanta in California, specialmente a Los Angeles e fonde il punk rock al country, nel sound, nei temi, nell’atteggiamento e nello stile, ed è stato il precursore del country rock degli anni novanta”.
Ecco i Cristio dovrebbero essere questo, ma post, un po’ come a voler dire che l’etichetta del cow punk non si adatta perfettamente al loro genere, per cui hanno bisogno di creare un’altra definizione, un’altra nomenclatura. Io ho sempre odiato le etichette e quindi non capisco tutto questo bailamme e soprattutto perché ci ho perso così tante righe su questo argomento che non porta a niente. Riparto.
Dicevo che i Cristio sono davvero bravi e riecheggiano diverse influenze tra cui Presidents of the United States, qualche eco dei Primus di Frizzle Fry e dei God is My Co-Pilot, ma anche (come avrebbe detto Ualterveltroni) e soprattutto i Minutemen di Double Nickels on a Dime.
In generale l’album sembra essere un contributo alla sacra arte della sperimentazione o al volgare esercizio di un’estrema dose di eclettismo, il che non guasta, anche se la presenza della voce ha il potere di concedere ai brani una certa linearità, ma con i Cristio dire linearità è una vera forzatura.
Scendendo nel dettaglio dei brani, meritano una sicura menzione “Above the Tree (Fall in Love)”, “Stereogirl” (forse la canzone più “pop” di Adult Taste), “Magic Pipes” e la sua anarchia organizzata con contorno di tromba e poi “Granito” – un pezzo post hardcore (lo sapevo ci sono cascato pure io sull’etichetta, mannaggia!).
Geniali quindi i signori Cristiano Alberici (ex X-Mary) e Michele Napoli (ex Peawees) che hanno dato vita a questo bel lavoro assieme a tanti loro amici di altri gruppi, che hanno contribuito con i loro vari strumenti (Tromba, Hammond, etc.): segno che questa band è ben inserita nel magico caravan della musica underground italiana.
Suonano in giro per l’Europa, trovate tutti i riferimenti sul loro maispais… Cristio Santo che aspettate, andate a vederli!
Questa battuta è davvero scontata: il Selaschetti di una volta non l’avrebbe mai fatta, ma che volete ormai sono oltre, chiamatemi pure post Selaschetti.
[Il disco lo potete scaricare gratis, legalmente, nel sito della Lepers: www.lepers.it. Poi è acquistabile in formato fisico QUI]

Mario Selaschietti