martedì 12 febbraio 2013

Bread Pitt - tapes & files: Bjorko dio

Ok, oggi la lepers mi ha inviato una bella mail con dentro le loro più recenti uscite, allora io mi sono eccitato, sono andato a spremere una mela e a berne il succo, mi sono fatto una ciotolina di cereali quelli tipo riso al cioccolato ma senza latte, e ho cominciato a sfogliare gli album. Al primo mi sono incagliato. E lo sto ascoltando incessantemente dalle 14.00. E, ovviamente, continuo a non capire. 

Tapes & files è un parto di quaranta minuti di musica seriale/sperimentale che si suddivide in due compartimenti (i Tapes, ed i Files, immagino), e che è tutto diverso. Provate ad ascoltare la prima e l'ultima traccia di seguito e capirete di cosa parlo. Tapes 01 è un blues con l'incedere incespicante di un pezzo di Tom Waits, ma strumentale e con le campanelline. Tutti i Tapes sono brani che farebbero un'ottima figura in una raccolta dei Residents, e ogni pezzo acquista una tinta inquietante e disturbata senza bisogno di mascheroni a forma di occhio e cappelli a cilindro, ma accostando qualche improvvisato riff math (Tapes 06) a composizioni confusionarie, nichiliste, perturbanti a richiamare un po' il kraut dei Faust (Tapes 02, Tapes 04) e un po' quello dei Neu! (Tapes 08).

Dopo questa introduzione di sperimentalismo atonale/strumentale, le due Umanizzazione ci danno il benvenuto nella seconda parte dell'album, molto più organico, molto più suonato, molto più rock, ma che non smette mai di essere folle e illeggibile che proprio il porchiddio che mi sale quando non riesco a spiegare che tipo di roba sto ascoltando. Organicità che si conferma nel quasi-hardcore delle La resa dell'integralista e nell'hardcore vero e proprio di La religione è una panciera, che mi ricorda in maniera impressionante il s/t dei wolfango. 

 Ad ogni modo alla fine dell'ascolto di Tapes & Files non avrete idea di cosa pensare di quello che avete ascoltato, e lo riascolterete. Di nuovo. Un'altra volta. Ancora. E verso il sesto ascolto vi scoccerete e tornerete ad ascoltare la musica di merda che ascoltate sempre

-Mcguffin