venerdì 2 maggio 2008

Luke Lukas - Super Wurthluss: Sentireascoltare

Ben quattro nuove uscite in simultanea per la beneamata Lepers Produtcions, tutte meritevoli non fosse per il sempre ragguardevole rapporto qualità-prezzo, tra le quali questo Super Wurthluss, uscita atipica rispetto all’anomalo catalogo della free-download label barese. Nel roster lebbroso il texano (?) Luke Lukas sembra infatti il bambino con la pistola di legno tra i teppistelli armati di scacciacani, ma la sua morbida acidula remissione lo-fi procede inesorabile, consapevole che non c'è vittoria ma neanche sconfitta per chi procede sul lato defilato della strada. Loser totale, slacker senza scampo, micro punto di vista col cuore in vena di sarcasmo e delirio.
Che poi in fondo è una roba semplice e banale. E il difficile è proprio questo. Quanti ne abbiamo sentiti e risentiti di malanimi svampiti come Pot Smoker, valzerini oppiacei come Someone To Love e ciondolamenti da hobo lunari come Kinda Down? Eppure, se il giochino ancora funziona al punto di incantare o sbalordire secondo i casi, è perché ogni tanto spunta qualcuno che conosce l'ingrediente misterioso. Uno come Luke, ad esempio. Capace di vagare lascivo e visionario come un Barrett alla frutta (People Are Confusion), di stemperare lo Young di Pocahontas e i Neutral Milk Hotel più diafani con farraginosa disinvoltura (Left Wing Blues), di sbrigliare arguzie vocali su beatbox sincopato come dei Beta Bandbusker (Massive Tone), per poi rivogarci non una ma due title track, in versione ballatina accorata prima (distillando frugale tenerezza Okkervil River) e bradipa ebbrezza poi (tipo un Beck col piede nella fossa riempita a scotch).

E non vi ho ancora detto di quanto suoni toccante Let Go, voce, una pianolina e la malinconia più dolciastra del mondo. Andate. Scaricate. Godete.
(7.2/10)

- Stefano Solventi

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