giovedì 26 settembre 2013

Maybe I'm Bokassà + Hysm?duo recensione live @ Carcere Borbonico, Avellino: Il Pickwick

Nell’ambito della rassegna La Bella Estate la proposta di musica live ha offerto una tripletta di formazioni per soli cinque componenti: eh sì, perché il concerto è iniziato con il duo degli (appunto) Hysm?Duo, ossia Stefano Spataro alla chitarra, al synth e alla voce più Jacopo Fiore alla batteria, per continuare poi prima come Bokassà – con l’aggiunta di un bassista-trombettista (Superfreak) – e poi come Bokassà + Maybe I’m (questi ultimi già recensiti dal Pickwick in occasione di un loro concerto al Godot Art Bistrot di Avellino, http://www.ilpickwick.it/index.php/musica/item/129-ballando-sulla-catastrofe), ossia con l’aggiunta di Ferdinando Farro alla chitarra e alla voce e di Antonio Marino alla batteria. I quali in chiusura hanno eseguito come Maybe I’m alcuni loro pezzi editi e non, con la bella novità alla tromba del suddetto Superfreak.
Serata all’insegna di una impostazione soprattutto ritmica, essendo l’attitudine percussiva, metronomica e variabile al tempo stesso, la base comune su cui si sono evolute le dinamiche sonore delle tre incarnazioni. La Hysm? è anche un’etichetta per cui sono stati pubblicati i lavori di Spataro, Fiore e di altri progetti italiani e internazionali, e come marchio distintivo dello spirito libero e sperimentale che anima la label pugliese compare nel moniker del duo. Sperimentazione e libertà che anima una formula di avant-rock strumentale (tranne per pochi momenti) dall’impianto free che si svolge lungo le direttrici di elementi tematici volutamente amelodici ma sorretti da definite scansioni ritmiche. Solo in un caso la chitarra si lascia andare ad evoluzioni psichedeliche calde ed avvolgenti.

Come trio e come Bokassà la musica accelera in un afro-beat jazz nella sua variante hardcore, con chitarre briose e bassi nervosi, un incrocio fra la musica del Mali e la Banda Magica senza il suo Capitano. Anche l’approccio si fa più giocoso e stemperato, preludio alla attitudine da cazzeggio intelligente che permea Paraponziponzipò (uscito a maggio per l’etichetta Lepers Production), lavoro condiviso con i Maybe I’m, eseguito dal vivo nella formazione a cinque. La resa acquista in spessore e compattezza, con doppia chitarra e batteria. Al jazz-rock di Nel continente nero seguono le suggestioni canterburyane di Alle falde del Kilimangiaro. Il ritmo si fa più greve con la cinematica Ci sta un popolo di negri (track buona per sottolineare un momento di attesa di qualcosa di sinistro per un probabile nuovo cannibal movie) e riacquista velocità per descrivere la fuga nella savana di Che ha inventato tanti balli con un tribalismo che ricorda i Savage Republic e il Pop Group. Il ritmo di Il più famoso è l’hully gully non è certo quello del ballo eponimo, frastagliato tra richiami math e psych-jazz. A chiudere, alcuni brani dei Maybe I’m con accompagnamento di tromba, penalizzati però dalla scarsa resa acustica dell’amplificazione della voce di Ferdinando Farro.

I Maybe I’m non potranno che giovarsi di questo innesto strumentale che arricchisce il loro già spartano ma efficace amalgama sonico.

La Bella Estate

Hysm?Duo
Stefano Spataro, chitarra, voce, synth
Jacopo Fiore, batteria, percussioni

Bokassà
Stefano Spataro, chitarra, voce, synth
Jacopo Fiore, batteria, percussioni
Superfreak, basso, voce, tromba, tastiera

Maybe I’m
Ferdinando Farro, chitarra, voce
Antonio Marino, batteria, voce

Avellino, Carcere Borbonico, 8 agosto 2013
-Antonio Cataldo
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