sabato 2 febbraio 2013

Superfreak - Top evidences against evolution: Acidi Viola

Ok, non perderò tempo a spiegarvi cos’è la Lepers e cosa combina, che ormai – chi più, chi meno – l’avete capito tutti. Mi limiterò a dirvi che Superfreak, con il suo Top evidences against Evolution, si conferma uno di quelli che non sa se fare folk o fare rock’n'roll; che non sa se tenere spente o accese le distorsioni, se essere acustico o elettrico. E quindi fa tutte e due le cose, contemporaneamente.
Fa noise senza fare noise, e ci riesce più che bene, come capita in always late. Fa l’acustico, suonando un pezzo che acustico proprio non vuole essere, dal titolo isn’t up to me. Un pezzo che tutti dovrebbero ascoltare e consumare, perchè è un vero, piccolo, breve, capolavoro. Mischia il folk “strano” e il cowpunk, ancora nell’indecisione del tenere accesa o meno la distorsione (G sus), oppure intromette – in B – chitarristi malati trovati per strada al folk-punk di certi Violent Femmes (che più avanti incontreranno pure i Devo, in ball is mine). Sfiora la schizofrenia saltando dall’art-punk al country al cowpunk in poco più di due minuti, in No sugar will touch my shiny being. E ci meraviglia nel finale con uno pseudo-demenziale punk’n'roll tra I Camillas, la vecchia fattoria e ancor più vecchi mac (quelli che se li avevi in casa eri sfigato, e non hipster).
Se solo riaprissero i manicomi, Superfreak avrebbe e decine e decine di posti in tutta Italia dove poter suonare. E il disco potrebbe essere un ottimo motivo per convincere gli addetti ai lavori a riaprirli.

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