giovedì 29 novembre 2012

Lepers Produtcions: Distorsioni

Dalla grotta degli appestati scintille di lungimiranza.

Essere un’etichetta inetichettabile come la Lepers significa provare ad aprirsi su una prospettiva delle cose completamente diversa e innovativa. Smettere di ragionare da etichetta, smettere di quantificare di dischi prodotti e venduti e diventare pura ideologia. Una fabbrica di idee e talenti in un’agorà virtuale del libero scambio e del libero confronto. La Lepers Produtcions è una Free Net Label che rende disponibile sulla rete un roster di artisti e relative creazioni. Lo scopo di tutto questo è semplicemente la voglia di non avere vincoli espressivi di sorta, limitazioni dettate dalla logica di mercato su ciò che per antonomasia è illogico, estemporaneo e impulsivo, ovvero l’arte e la creatività. Nasce nel 2005 a Bari e prevalentemente raccoglie l’adesione di gruppi limitrofi capaci di incarnare anticonformismo e ribellione sdoganata da ragionamenti di convenienza.

Dal profondo sud una voce di radicata filosofia che viaggia controcorrente ma che incarna un progetto preciso e compiuto. Fare le cose con passione, crederci, avere voglia di comunicare e voler scambiare gusti, interessi e idee con chi ha la stessa sensibilità. Un microcosmo e delle micro realtà che sanno darsi tanto, che sanno trasmettersi emozioni, entusiasmo, entrare nella consapevolezza di fare qualcosa di irripetibile e grandioso indipendentemente dal fatto che tutto questo sia o meno di dominio pubblico, che porti riscontri di visibilità o fama, che dia guadagno economico. Nella speranza che il contagio della lebbra euforica dia i suoi frutti in termini di coinvolgimento e nuova attitudine mentale, cerchiamo di fare il punto su ciò che avviene nella tana degli ammorbati. Chi sono questi derelitti schifati dal mondo? Cosa propongono e cosa privilegiano? Ma soprattutto da cosa nasce questo grande orgoglio e questa integrità inscalfibile che li fa vantare di essere diversi?

Ragionevoli irragionevolezze

In pochi anni sono riusciti a mettere in vetrina la bellezza di ben 53 album e si tratta di materiale ad alta caratura qualitativa. Nomi come Cristio, Texans from Bari, Solquest, Alexander De Large, Frogwomen & Superfreak, hanno fatto il loro rilevante rumore nell'underground musicale. In Lepers non si può esporre indistintamente solo perché non costa nulla e perché ‘tentare non nuoce’. La label ha dei propri criteri selettivi anche piuttosto severi. Per entrare a pieno titolo nel club dei reietti bisogna fregiarsi di ideali sbalorditivi e difenderli con ostentato orgoglio nerd. Si tratta di un circo delle attrazioni che lascia campo libero ma vuole solo gente ispirata, gente che non conosce compromessi nello sdoganare estro e follia. Ostinati e sfrontati al punto da sostenere che l’errore contenuto nella loro ragione sociale (Produtcions invece che Productions) è un segno distintivo della loro fierezza e che la verità appartiene a chi la sa indossare con maggiore convinzione e perseveranza. Difendere il loro ideale di nicchia appartata, essere fieri della propria diversità, bastare a se stessi divertendosi, sono queste le soddisfazioni più grandi ed appaganti. Trarre energia e motivazioni dal muoversi per strade secondarie e sconosciute, a volte ridisegnare i percorsi, ma comunque avere una direzione ben definita. Questo sembra essere il vero spirito e la vera estetica della comitiva.

-Romina Baldoni 
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