lunedì 28 settembre 2009

Bread Pitt: Pool Magazine

Ironici e destabilizzanti fin dal nome che si sono scelti, i Bread Pitt rappresentano una delle più interessanti proposte indie arrivate in Puglia negli ultimi anni. Merito di un approccio (miracolo!) originale e di una libertà espressiva da far invidia a Need New Body, band alla quale sembra legati da un filo rosso grazie ai continui cambi di stili e riferimenti di cui è farcita la loro glassa
sonora. Il rock anglofono, la storia del punk italiano, le colonne sonore dei maestri pulp, tutto
converge nella musica dei Bread Pitt includendo la sperimentazione dei mitici Bz Bz Ueu. Da tenere sott’occhio per possibili successi oltreoceano...
Dalla loro biografia:
i Bread Pitt, nati nel 2001 a La Ciutad del Pan, sono accasati presso la benemerita net-label barese Lepers.it e hanno o all'attivo una manciata di CD-R scaricabili liberamente dal sito dell’etichetta. Ultima fatica è “Non fate allarme”, il disco della maturità, o meglio della marcitura, contenente le anti-hit “La verde Groenlandia”, dal tema meteo-ecologico, “Do You”, dedicata alle complicazioni da youtube, “La prova costume”, per i fanatici del body-sculpture, “Pasticazzo”, un  balletto residentsiano cantato in anglo-altamurano, e la esilarante porno-freakkeria di “Fatto di gommal”. Ma è dal vivo che sprigionano tutta la loro squilibrata verve: un base ritmica ossessiva, melodie ipnotiche e surreali, un cantato para-core, espressioni grottesche, testi da teatro  dell’assurdo. Di certo uno dei nomi più ricercati sui motori di ricerca, ben 43.700.000 pagine si occupano di loro (o di “forse cercavi: Brad Pitt”?).