sabato 3 marzo 2007

Selvaggi del Borneo: Music Club

 

“i selvaggi del borneo gli piace suonare, disegnare, fare filmini amatoriali, vincere concorsi di mimica facciale, esibirsi sulle reti locali, sulle pendici del Vesuvio, qualche volta in teatri internazionali pure.” (parole loro che faccio mie, dal loro myspace) Si si ok ma... Selvaggi chi? Selvaggi del Borneo!! Ah ok... Beh io li adoro i Selvaggi del Borneo. Voi, fate come vi pare. Dislocati nel sud est italico e fautori di un pop folk rock(?) che guarda a certa America tenendo i piedi nello stivale mediterraneo, sono alla loro prova x (sostituire con numero preciso delle precedenti dispersive, web distribuited e collaborazionistiche uscite) curata da e distribuita dalla meritoria Recycled Music. Li adoro perchè secondo me sono uno dei pochi gruppi italiani che fa canzoni canzoni. Intendo canzoni, cantate... cantate in italiano, e con dei testi testi. Testi, si! Non sto sprofondando nell’autoreferenziale ne aggrappandomi vanamente a delle tautologie. I Selvaggi del Borneo scrivono canzoni e lo fanno bene, che poi siano lontani da qualsiasi logica, sghembi, rovesciati o curiosi quello è un altro conto. Che anche quello conta, è ovvio. Ma la sostanza rimane, hanno il mio incondizionato appoggio, morale e fisico (per quel che posso o potrò). Qualche punto di riferimento? Uhm... Daniel Johnston trasferito a Lecce in giovanissima età, svezzato con una mistura deleteria di Shaggs e Ivan Graziani. Da ascoltare in primis: ‘Il dunque’, ‘La catena alimentare’, ‘Martino’.

- Luca Confusione